UFSC 2020: La garza smisurata

Testo 2 Mio padre sta versando caffè nelle tazzine degli ospiti. Sono un bambino e non bevo caffè, ma oggi questa scena mi incuriosisce, ...
Testo 2

Mio padre sta versando caffè nelle tazzine degli ospiti. Sono un bambino e non bevo caffè, ma oggi questa scena mi incuriosisce, perché mio padre è ferito. Sembra averlo scordato, adesso, mentre ride chiacchierando, col carillon dei cucchiaini che girano tintinnanti nel sole pomeridiano. Eppure il suo mignolo è avvolto in una smisurata garza, per proteggere l’unghia rimasta schiacciata nello sportello di un’auto, qualche giorno fa. lo guardo affascinato l’enorme dito bianco che oscilla sulla tavola, finché, di colpo, lo vedo immergersi nel liquido fumante, senza che lui, distratto, se ne accorga.

Sto lì, ipnotizzato, in mezzo al tepore postprandicale, tra l’odore di cibo e di tabacco, senza dire nulla, senza avvertirlo del nero che intanto va montando lungo la fasciatura, risalendo verso la sorgente del dolore, lentamente, inesorabilmente. Più su, più su, e lui niente. Adesso, però, l’intera benda è diventata scura, intrisa di un bitume incandescente. Così la mia infanzia si arresta, attraversata da un urlo improvviso, il tonfo del bricco, le schegge di ceramica, gli schizzi sulla tovaglia. Ecco cos’è per me “la voce del sangue”: la fitta di chi chiama dall’interno, e chiama e chiama, finché la gente intorno si decide a ascoltarla, mentre lento si spande l’aroma del caffè.

Gli era sempre piaciuto il caffè, per questo, alla fine, non mi sono sorpreso più di tanto quando ho capito che lo sarebbe diventato. Mi riferisco alla tomba di famiglia. La ricordavo appena, traccia svanita di qualche lontano funerale. Alla sua morte, tuttavia, fui costretto a prendere confidenza con quel luogo e con i suoi protocolli: burocrazia di cimiteri. Trascurato da oltre un decennio, il sepolcro era caduto in abbandono. Fissai un appuntamento con un addetto, per indagare meglio la situazione. In breve seppi che, tra la colliquazione di alcune salme e l’umidità del posto, il vano risultava mezzo allagato, in uno stato di completo disfacimento. (Tolto il coperchio marmoreo, mi curvo perplesso sul vuoto, e intravedo le casse accatastate in mezzo alla melma, come in un acquitrino, mentre dal basso sale un’aria fredda, da vecchio scantinato).
MAGRELLI, Valerio. Genealogia di un padre. Torino: Einaudi, 2014. p. 5-6.

QUESTÃO 18
UFSC 2020: La garza smisurata:

01. copre l’unghia che è rimasta schiacciata dallo sportello dell’auto.
02. copre le tazzine del caffè.
04. protegge i cucchiaini dal sole.
08. avvolge il mignolo del padre.
16. protegge un dito della mano del padre che è ferito.
32. avvolge tutta la mano del padre.

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UFSC 2020: Chi narra il brano è:

GABARITO:
01 + 08 + 16 = 25

PRÓXIMA QUESTÃO:
- UFSC 2020: Il bambino si accorge che

QUESTÃO DISPONÍVEL EM:
Prova UFSC/UFFS 2020 1º Dia com Gabarito

REDAÇÃO DA PROVA:
Redação UFSC/UFFS 2020: Cenário da exclusão escolar no Brasil

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